Rassegna stampa
Radio Vaticana – Radiogiornale (11 maggio 2005)
Sito korazym.org (21 maggio 2005)
RADIOVATICANA
RADIOGIORNALE
Anno XLIX n. 131 - Testo della trasmissione di mercoledì 11 maggio 2005
DONNE E VITA: SI È COSTITUITO UN COMITATO DI DONNE PER IL NON VOTO AI REFERENDUM. LA SALUTE DELLA DONNA È PIÙ TUTELATA CON LA LEGGE 40, DICE LA COORDINATRICE DEL COMITATO, OLIMPIA TARZIA
- Intervista con la coordinatrice -
“Donne e vita”: è il nome del comitato per il non voto al referendum sulla procreazione, che si è costituito ieri a Roma. Composto da donne dello spettacolo, della cultura e della politica in modo trasversale, il comitato collaborerà con l’atro comitato,“Scienza e vita”. Per i promotori del referendum con questi si tutelerebbe meglio anche la salute della donna, al contrario di quanto sostiene Olimpia Tarzia, coordinatrice del nuovo comitato. Le abbiamo chiesto perché e per quale motivo è nato un comitato specifico delle donne. L’intervista è di Debora Donnini.
R. – Perché si è creata una errata informazione sui referendum: si dice che i referendum andrebbero a salvaguardare maggiormente la salute delle donne. La legge 40, in realtà, tutela la salute delle donne molto più di quanto accadesse prima. Prima della legge di fatto la donna era soggetta a mille procedure anche non protocollate, non solo ma veniva sottoposta ad una somministrazione ormonale imponente, tale da provocare la liberazione simultanea di 15-20 ovuli che poi venivano tutti fecondati come sappiamo. La legge, invece, pone al massimo tre il numero di ovuli da produrre immediatamente e fecondare, quindi è chiaro che il dosaggio ormonale è estremamente limitato e non comporta quei rischi che venivano a seguito della stimolazione prima della legge. Vorrei ricordare che una forte stimolazione ovarica, portava a gravi rischi per la salute della donna. E tra i referendum è previsto proprio di cancellare alcuni paletti della legge 40, tra cui quello di non impiantare più di tre ovuli.
D. – Donne dello spettacolo, della cultura e della politica in modo trasversale, tra l’altro, fra i partiti hanno aderito a questo comitato …
R. – Io come coordinatore del comitato sono convinta che il valore della vita, il diritto alla vita non debba avere nessuna appartenenza, né politica, né religiosa. Quindi, prima di partire mi sono assicurata dell’adesione di donne parlamentari di uno schieramento politico e dell’altro. Le adesioni sono iniziate ieri. Stiamo preparando una sorta di manifesto, quindi del perché proponiamo il non voto, che verrà reso pubblico a breve in una conferenza stampa.
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