| Documento
sulla clonazione umana inviato dalla Santa Sede
agli Stati membri dell’ONU
Data pubblicazione: 2004-10-21
Documento sulla clonazione umana inviato dalla Santa Sede agli Stati
membri dell’ONU
CITTA’ DEL VATICANO, giovedì, 21 ottobre 2004 (ZENIT.org).-
Pubblichiamo il documento preparato dalla Santa Sede sulla clonazione
umana in vista del dibattito che si è tenuto al VI Comitato
della 59° sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni
Unite (21-22 ottobre 2004).
Il testo che segue è una traduzione curata da ZENIT del testo
originale in inglese apparso sul quotidiano l’ “Osservatore
Romano” del 17 ottobre 2004 (“L’elaborazione di
un progetto di proibizione internazionale e globale della clonazione
umana appartiene alla missione e al mandato delle Nazioni Unite”,
pag. 2).
1. La Santa Sede è convinta del bisogno di sostenere e promuovere
la ricerca scientifica per il beneficio dell’umanità.
Per questo, la Santa Sede incoraggia con sollecitudine quelle indagini
che sono state compiute nei campi della medicina e della biologia,
con lo scopo di curare malattie e di migliorare la qualità
della vita di tutti, purché siano rispettose della dignità
dell’essere umano. Questo rispetto esige che ogni ricerca
che sia incompatibile con la dignità dell’essere umano
sia moralmente esclusa.
2. Ci sono due potenziali fonti di cellule staminali per la ricerca
umana, in primo luogo le cellule staminali “adulte”,
che sono derivate dal sangue del cordone ombelicale, dal midollo
osseo e altri tessuti e in secondo luogo le cellule staminali “embrionali”,
che vengono ottenute dalla disaggregazione di embrioni umani. La
Santa Sede si oppone alla clonazione degli embrioni umani finalizzata
alla loro distruzione per ricavarne cellule staminali, persino per
un nobile proposito, poiché incompatibile con il fondamento
e il motivo della ricerca biomedica umana, ovvero, il rispetto per
la dignità degli esseri umani.
Tuttavia, la Santa Sede applaude e incoraggia la ricerca che utilizza
le cellule staminali adulte, poiché completamente compatibile
con il rispetto della dignità degli esseri umani. L’inaspettata
plasticità delle cellule staminali adulte ha reso possibile
di usare con successo questo tipo di cellula indifferenziata, e
auto-rigenerante nella cura di diversi tessuti e organi umani, [1]
in particolare nei cuori danneggiati in seguito ad infarti miocardici
[2].
I molteplici successi terapeutici grazie all’utilizzo delle
cellule staminali adulte che sono stati dimostrati, e la promessa
che esse costituiscono per altre malattie, così come i disordini
neurodegenerativi o il diabete, sono prove che questa fruttuosa
via di indagine è una questione urgente [3]. Soprattutto,
è universalmente accettato che l’uso delle cellule
staminali adulte non comporta alcun problema etico.
3. Al contrario, la ricerca che utilizza le cellule staminali embrionali
è stata ostacolata da importanti difficoltà tecniche
[4]. Gli esperimenti sulle cellule staminali non hanno ancora prodotto
un singolo successo, neanche sulle cavie animali [5]. Inoltre le
cellule staminali embrionali hanno causato tumori nelle cavie animali
[6] e potrebbero generare il cancro se somministrate in pazienti
umani [7]. A meno che questi gravi rischi non vengano rimossi, gli
esperimenti sulle cellule staminali embrionali non avranno alcuna
applicazione clinica [8]. A parte i problemi tecnici, il fatto di
dover estrarre queste cellule da embrioni umani viventi solleva
delle questioni etiche di massimo rilievo.
4. La cosiddetta “clonazione terapeutica”, che sarebbe
meglio chiamare “clonazione ai fini di ricerca” poiché
ci troviamo ancora lontani dalle applicazioni terapeutiche, è
stata proposta al fine di evitare il potenziale rigetto immunitario
delle cellule staminali embrionali derivato dal donatore o dall’ospite.
Comunque, l’uso delle cellule staminali embrionali comporta
un alto rischio di introdurre nei pazienti cellule di embrioni anomali.
E’ stato ben provato che molti degli embrioni non-umani prodotti
attraverso la clonazione con nucleo-transfer sono anomali, con una
deficienza di molti geni (impiantati e non impiantati) necessari
allo sviluppo di un embrione precoce [9].
Le cellule staminali embrionali ricavate da embrioni anomali e inadatti
porteranno i loro “difetti epigenetici” e trasmetteranno
almeno una parte di essi alle loro cellule figlie. Il trasferimento
di tali cellule staminali embrionali clonate sarebbe inoltre un
azzardo estremamente alto: queste cellule potrebbero provocare disordini
genetici, o dare inizio a leucemia o altri cancri. Inoltre, deve
essere ancora sviluppato un modello primario non-umano di clonazione,
necessario al fine di condurre esperimenti per stabilirne la sicurezza
prima di tentare esperimenti terapeutici sugli esseri umani [10].
5. I benefici per la salute della clonazione terapeutica sono ipotetici,
fino a quando il metodo stesso rimarrà nel complesso una
ipotesi. Perciò il crescendo di iperboli che decantano la
promessa di questo tipo di ricerca potrebbe alla fine minare la
causa reale che finge di servire [11].
Infatti, persino accantonando le considerazioni etiche fondamentali
oltre alle aspettative del paziente, lo stato presente della “clonazione
terapeutica” preclude, attualmente e nel prossimo futuro,
ogni applicazione clinica.
6. Scienziati, filosofi, politici e umanisti concordano sul bisogno
di una messa al bando internazionale della clonazione riproduttiva.
Da un punto di vista biologico, mettere al mondo degli embrioni
umani clonati sarebbe pericoloso per la specie umana. Questa forma
asessuale di riproduzione aggirerebbe la comune “mescolanza”
di geni che rende ogni individuo unico nel suo genoma e fisserebbe
arbitrariamente il genotipo in una particolare configurazione, [12]
con prevedibili conseguenze genetiche negative per il pool genetico
umano. Sarebbe anche proibitivamente pericoloso per il singolo clone
[13].
Da un punto di vista antropologico molte persone riconoscono che
la clonazione reca offesa alla dignità umana. La clonazione
infatti darebbe vita ad una persona, ma attraverso un manipolazione
fatta in laboratorio finalizzata alla pura zootecnologia.
Questa persona farebbe ingresso nel mondo come una “copia”
(anche se solamente una copia biologica) di una altro essere. Se
a livello ontologico è unico e meritevole di rispetto, la
maniera con cui un essere umano clonato è stato dato alla
luce segnerebbe quella persona più come un manufatto che
come un nostro simile, un rimpiazzo piuttosto che un individuo unico,
lo strumento della volontà di qualcun altro piuttosto che
qualcosa che ha il fine in se stesso o se stessa, una merce sostituibile
per un consumatore piuttosto che un evento irripetibile nella storia
umana. Per questa ragione la mancanza di rispetto verso la dignità
della persona umana è insita nella clonazione.
7. Tuttavia, alcuni vorrebbero lasciare fuori da questa proposta
di proibizione internazionale la possibilità della clonazione
terapeutica, come se si trattasse di un processo diverso da quello
riproduttivo. La verità è che la clonazione riproduttiva
e la clonazione “terapeutica” o “a fini di ricerca”
non sono due tipi diversi di clonazione: esse coinvolgono lo stesso
processo tecnico di clonazione e differiscono unicamente negli scopi
da perseguire.
Con la clonazione riproduttiva, si punta ad impiantare l’embrione
clonato nell’utero di una madre in affitto al fine di “produrre”
un bambino; con la clonazione “a fini di ricerca” si
punta ad utilizzare immediatamente l’embrione clonato, senza
consentirgli di sviluppare, eliminandolo così durante il
processo. Si può persino affermare che qualsiasi tipo di
clonazione è “riproduttiva” nel suo primo stadio,
poiché deve produrre, attraverso il processo di clonazione
un nuovo organismo individuale e autonomo, dotato di una identità
unica e specifica, prima di tentare con quell’embrione qualsiasi
altra operazione.
8. La “Clonazione terapeutica” non è eticamente
neutra. Anzi, dal punto di vista etico sarebbe anche peggiore rispetto
alla “clonazione riproduttiva”, in cui almeno si dà
al nuovo essere umano, innocente rispetto alla propria origine,
la possibilità di svilupparsi e di nascere. Nella clonazione
“terapeutica”, invece, il nuovo essere umano viene usato
meramente come materiale da laboratorio. Un tale utilizzo strumentale
dell’essere umano offende gravemente la dignità umana
e l’umanità tutta. Il termine “dignità”,
come inteso in questo Position Paper e nella Carta delle Nazioni
Unite, non si riferisce ad un elemento di valore fondato sulle capacità
dell’individuo o sul valore da altri attribuitogli - un valore,
si potrebbe dire, di “dignità attribuita”.
La nozione di dignità attribuita apre le porte a giudizi
gerarchici, iniqui, arbitrari e persino discriminatori. La dignità
è invece intesa qui come il valore intrinseco che è
comunemente ed equamente condiviso da tutti gli esseri umani, a
prescindere dalle condizioni della persona, e ancor più se
questa si trova in un stato di necessità di protezione e
di cure. La dignità è la base di ogni diritto umano.
Noi ci sentiamo obbligati a rispettare i diritti degli altri in
quanto a monte riconosciamo la loro dignità.
9. L’onestà vuole che se un indirizzo di ricerca ha
già dimostrato possibilità di successo e non solleva
questioni etiche, questo dovrebbe essere perseguito, prima di imbarcarsi
in un’altra ricerca che presenta scarse prospettive di successo
e che solleva perplessità di natura etica. Le risorse a disposizione
della ricerca biologica sono limitate. La “clonazione terapeutica”
è una teoria non comprovata che potrebbe ben dimostrarsi
essere un grave spreco di tempo e di denaro. Il buon senso e la
necessità di avere una ricerca seria e orientata all’obiettivo,
richiamano la comunità biomedica internazionale alla necessità
di indirizzare i finanziamenti verso la ricerca che usa le cellule
staminali “adulte”.
10. Il mondo non può prendere due strade diverse: la via
di coloro che sono disposti a sacrificare o commercializzare esseri
umani, a vantaggio di pochi privilegiati, e la via di coloro che
non sono disposti ad accettare questo abuso. L’umanità
ha bisogno di un fondamento comune - un comune intendimento dell’umanità
e un comune intendimento delle basi fondamentali dalle quali dipende
ogni considerazione sui diritti umani. Le Nazioni Unite hanno il
dovere di compiere ogni sforzo necessario alla ricerca di queste
basi, perché gli esseri umani siano rispettati per quello
che sono.
Portare avanti un progetto per un divieto internazionale e globale
della clonazione umana fa parte di questa missione e di questa responsabilità
dell’ONU
Da Vaticano, 27 settembre 2004
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7) Marx J. Mutant stem cells may seed cancer. Science 2003; 301:
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8) Il fatto che questi fattori epigeneici che contribuiscono allo
sviluppo delle celule staminali nell’embrione sono anche ciò
che contribuisce allo sviluppo dei cancri negli adulti sta creando
dei problemi. Infatti, cellule staminali sono state trovate anche
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12) Durante la fase meiotica, vi è una segregazione di alleli
con un conseguente assortimento casuale di omologhi. Questa “mescolanza”
di geni, che è la base dell’identità genetica,
previene l’insorgere di gravi anormalità genetiche.
Non c’è alcuna sana “mescolanza” di geni
con un clonazione mediante nucleo- transfer.
13) Healy DL, Weston G, Pera MF, Rombauts L, Trounson AO. Human
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