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Io non vado a votare
 

Io non vado a votare. Astensioni eccellenti

 
Astensioni eccellenti
 
Gabriella Carlucci
 
Rosanna Vaudetti
 

Cecilia Gasdia
Cecilia Gasdia. «Non andare a votare – dice – è l’unico mezzo, serio, che oggi abbiamo a disposizione».

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Ferdinando Adornato
 
Olimpia Tarzia
Tre sono i motivi principali per cui invito a non andare a votare:  il primo di natura etica, il secondo di natura logica, il terzo di natura strategica.
Il primo motivo è che riteniamo questi referendum illegittimi, poiché vi sono materie sulle quali non è possibile indire referendum, tra queste sicuramente il diritto alla vita. Sulla vita non si vota. Non può esservi una opzione di scelta sulla vita. Dunque, coerentemente, non partecipiamo al voto.Tra l’altro la stessa Consulta in una sentenza emessa nel ’78 aveva dichiarato che non si possono ammettere  referendum sui diritti fondamentali.

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Angelo Vescovi
 

Savino Pezzotta
«... Non mi sento comunque un democratico "debole", poiché si tratta di un referendum su una materia, la fecondazione assistita, che ha implicazioni ai confini dell´etica e ritengo non si debba affrontare chiedendo un Sì o un No. La mia è una presa di posizione attenta e responsabile e non mi piacciono le patenti di democrazia. Il non voto è anche un modo per dire No all´abuso del referendum e invitare la politica ad assumersi fino in fondo la propria responsabilità»

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Paola Saluzzi
Da persona che conosce da dentro i meccanismi televisivi come giudica l’impegno che i media stanno mettendo in questa campagna elettorale?

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Alessandra Borghese
 

Cecilia Gatto Trocchi

 
Anselma Dell’Olio
Io ,come Giuliano,sono per l’astensione.Questa è una vera posizione da femminista.Chi è per il Sì è soltanto disinformato o ideologico.
 

Alessandra Mussolini
Non andrò a votare per evitare la deriva alla Zapatero. Ritengo anche che vi sia la fondata possibilità che l'esito del voto possa determinare un caos normativo peggiore rispetto al vuoto precedente alla emanazione della legge. Non si può, infatti, escludere un risultato a macchia di leopardo che si tradurrebbe in una riscrittura schizofrenica di norme che investono un ambito delicato e di forte impatto sulla società, sulle donne e sulle famiglie italiane.

 

Daniela Santanché

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Elisabetta Gardini
 

Francesco Cossiga
«Se si rompe quest'ultima diga poi passa di tutto, dall'affitto dell'utero alla clonazione». Francesco Cossiga interviene alla presentazione del comitato lombardo di Scienza & vita, coordinato da Gianna Savaris, presidente regionale del Forum delle famiglie. Parla in videoconferenza, ma la sua presenza pesa, eccome. Lo stile è il solito, pirotecnico e picconatorio, però sulle scelte di fondo non scherza: «In politica conta vincere, non testimoniare, e astenersi è il modo con cui si può più facilmente sconfiggere il sì, con buona pace - stoccata per Romano Prodi, ndr - dei "cattolici adulti", che sarebbero poi quelli che, scusate l'espressione, se ne f... delle indicazioni dei vescovi».

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Lucetta Scaraffia
 
Marta Brancatisano
 

Liliana Cosi
E ora, in piena campagna referendaria, Liliana Cosi, stella del Teatro alla Scala, ballerina acclamata in tutto il mondo, non poteva non fa sentire la sua voce. «Quella di una donna - dice lei - che ha deciso di non andare a votare».

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Susanna Tamaro
 
Marina Salomon
 
Mariella Burani
 

Oriana Fallaci
’Non mi piace questo referendum al quale i mecenati dei dottor Frankenstein voteranno per semplice partigianeria politica o miopia morale’ e il 12 giugno ’non usero’ la scheda elettorale, e con tutto il cuore mi auguro che l’offensiva fallisca miseramente’.

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Giuliano Ferrara
“la linea dell'astensione è ormai la linea della ribellione all'incenso laicista e al suo aroma insopportabilmente asprigno: ribellarsi è giusto, astenersi è giusto.

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Clemente Mastella
“Chi è contro non vota, unico gesto efficace”

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Sandra Lonardo Mastella
«Rispetto chi non la pensa come me, ma la scelta che mi detta la mia coscienza è quella di non andare a votare». Sandra Mastella, neopresidente dell’Assemblea regionale della Campania, non ha dubbi sul comportamento che terrà in vista dei prossimi referendum contro la legge 40 sulla procreazione assistita. «Da cattolica e da donna – spiega in questa intervista – ritengo, nel profondo, che la vita umana inizi al momento del concepimento. Credo che questa convinzione sia discriminante e rispetto a questa tutti gli argomenti diventano secondari».

 

Carlo Ripa di Meana
’Chi, in linea con la tradizione ecologista, e’ contro la manipolazione della fertilita’, la subordinazione dell’umanita’ alla tecnologia, agli inquinamenti e agli interessi dei grandi gruppi economici, per esprimere la sua scelta ha a disposizione una chiara manifestazione di volonta’ legittima anche in precedenti prove referendarie: non andare a votare’

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Francesco Rutelli
«È una legge non perfetta, ma io mi asterrò». È questa la posizione di Francesco Rutelli sui referendum riguardanti la fecondazione. L'astensione è «il modo politico più efficace per rigettare i quesiti». «È la risposta giusta» perchè «chi vota no involontariamente aiuta chi vuole il sì e imbalsama la legislazione attuale delegittimando la possibilità di modificare la legge». «Il non raggiungimento del quorum - ha spiegato in una conferenza stampa il leader della Margherita - lascia la strada aperta a un miglioramento della legge, mentre il sì farebbe un macello, producendo una legge inaccettabile». Per Rutelli «la legge va migliorata, ma per migliorarla è indispensabile verificarla e affinarla».

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Irene Pivetti
“Anche se fossi atea non andrei a votare. Perché qui non c’entra la religione, è il rispetto della vita umana che conta”.

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