Legge
40: soldi, soldi, tanti soldi
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Qui ragazzi ci sono in gioco "un sacco di soldi".
In un periodo di recessione, dove l'entrata nell'Euro si sta ripercuotendo
sul nostro portafogli, dove il mercato Cinese sta azzoppando le
nostre industrie tessili, non possiamo essere insensibili ai guai
che questa Legge 40 sta provocando all'economia.
Se lo dicevate prima, senza nascondervi dietro alla tutela della
salute della donna, all'amore per la scienza e la sperimentazione,
se lo dicevate prima senza illudere i malati che stavate lottando
per dar loro la guarigione…
Qui si tratta di gente che ci rimette un sacco di soldi: case farmaceutiche,
industrie cosmetiche, cliniche che si adoperano per dare la vita
a nuovi esseri umani, non ultimi i venditori di sperma e ovuli erroneamente
chiamati "donatori".
Ora capisco perché a quella signora che ci scriveva l'altro
giorno, dopo un aborto spontaneo i medici hanno detto: "signora,
lei ha già trentaquattro anni, le possibilità di rimanere
incinta sono minori che dieci anni fa, ci pensi, ora la scienza
può esserle d'aiuto ed evitarle di perdere tempo prezioso…",
qui ragazzi bisogna pure cercarsi i clienti.
Leggete gente, leggete e scegliete di NON ANDARE A VOTARE
Sul numero di aprile 2005 di «Studi cattolici» il costituzionalista
Aldo Loiodice ha pubblicato un articolo dal titolo inquietante:
«I "miliardari della provetta". Aspetti mercantili
della Fivet».
Stralci: «Con la donazione di ovociti (i costi, ndr) si aggirano
sugli 8.000 euro per il primo tentativo e crescono via via sino
a superare i 20.000 euro. Vi sono cataloghi dei donatori, con foto,
storia sanitaria e albero genalogico.
Altro costo riguarda la diagnosi preimpianto per verificare se l'embrione
è portatore di gravi malattie (anche se ciò arreca
danno allo stesso embrione); (...): intorno ai 6.000 euro. (...)
l'intera procedura raggiunge livelli non attingibili da tutti gli
utenti (specie quelli a reddito fisso)». Ancora: «La
restrizione normativa degli utenti alle sole coppie sterili (...)
impedisce che i "capricci" della provetta possano sollecitare
anche le coppie fertili, rendendo più ricco il mercato della
provetta».
Ancora: «Al momento, non sono ancora emersi, nel dibattito
in corso, tutti gli interessi e le prospettive che, in effetti,
vengono in gioco; per esempio, l'aspetto più nascosto (quasi
difeso) è quello che si veste della tutela costituzionale
per la libertà di ricerca per coprire la sua vera natura
di esigenza di ampliare la libertà d'impresa reclamata (tramite
la ricerca) dalle case farmaceutiche, dalle case cosmetiche, dalla
case di cura private e dai ginecologi interessati».
Ancora: «Le regole poste da tale normativa (la legge 40/2004
oggetto di referendum abrogativo, ndr) hanno infatti chiuso i mercati
collegati alla fecondazione, quali (...) quelli degli spermatozoi,
degli ovuli, degli uteri in affitto con vera e propria prostituzione
(che equivale a far mercato di sé)». Ancora: «(...)
la ricerca su staminali non embrionali è l'unica acclarata
scientificamente con guarigioni accertate». Invece, «l'uso
delle cellule staminali embrionali, fin ad ora mai tentato neppure
in via sperimentale sull'uomo, si è dimostrato cancerogeno
nella sperimentazione animale (in corsivo nel testo, ndr)».
Ancora, «che senso costituzionale può assegnarsi alla
pretesa di intromissione, nella disciplina della legge, di una dimensione
ipoteticamente più ampia della libertà di ricerca
a fini che non sono solo terapeutici? (...) quale obiettivo reale
persegue il soprannumero degli embrioni? Si tratta del diritto alla
salute della donna ovvero di altri interessi? (...) Se lo scopo
della legge 40/2004 è quello di superare una patologia (infertilità
e sterilità), (...) che senso avrebbe l'allargamento (anche
ai fertili) della sfera dei soggetti che possono accedere alla Pma
(procreazione medicalmente assisitita, ndr)? (...) se la legge vuol
rendere concreta la traduzione in realtà del desiderio (o
diritto) di un figlio proprio, che senso avrebbe la fecondazione
eterologa che porta ad avere un figlio altrui o non totalmente proprio?».
La legge «ha vietato la clonazione e la selezione eugenetica
(di nazista memoria)» ed «ha lo scopo di impedire l'ignobile
mercato degli embrioni e dei tessuti staminali e l'altrettanto ignobile
mercato degli interventi chirurgici e delle illusioni tecnico-mediche,
i cui costi sono elevati e inducono le coppie sterili e infertili
a indebitarsi oltre i limiti delle loro possibilità».
Infine, «forse alcuni gruppi finanziari (collegati o meno
alla case di cura ed ai tecnici e ricercatori ginecologici e genetici)
hanno subito avvertito il grande rischio (per loro) della legge»
(che aveva cercato di porre fine al cosiddetto Far West: leggi «libero
mercato» o «liberalizzazione», ndr).
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