Libertà
di ricerca avanzata
Per avere staminali utili non serve produrre embrioni, dice la scienza
Il Foglio 7.5.2005
La clonazione terapeutica è senza futuro. E’ più
promettente la regressione da cellule adulte. Un’inchiesta
di Nature
Roma. La ricerca sugli embrioni umani è
obsoleta. Superata. Antica. La via del futuro è un’altra,
più semplice e priva di implicazioni etiche, perché
nessun embrione verrà toccato per utilizzarne le cellule
staminali. Lo ha scritto nel numero appena uscito Nature Medicine,
una delle più importanti riviste scientifiche del mondo,
con quartier generale a Londra e basi a New York, Washington, San
Francisco, Boston, Tokyo, Parigi, Monaco. E’ l’ultima
tendenza internazionale in fatto di ricerca e cura delle malattie,
è “un rimedio semplice ai problemi della clonazione”.
Anche alle polemiche sull’“oscurantismo” di chi
non vuole permettere ricerche sugli embrioni e per questo viene
accusato di impedire il progresso della scienza. “Nella maggior
parte delle discussioni sulla ricerca sulle cellule staminali ci
si scaglia gli uni contro gli altri sul diritto o meno di distruggere
un embrione per creare linee staminali. Ma in un recente meeting
a San Diego gli scienziati hanno parlato invece di tecniche alternative
che elimineranno la necessità di ovuli umani e di embrioni”.
Nessun bisogno di embrioni, e nessuna necessità di clonazione
terapeutica (quella approvata appena ieri in Spagna, insieme alla
cancellazione dei limiti nella produzione di ovociti fecondati,
insieme all’approvazione della diagnosi preimpianto anche
al fine di creare in provetta i bambini-farmaco, “utili”
a curare le malattie dei fratellini). Si tratta di intervenire su
una cellula adulta e farla tornare indietro, direttamente allo stadio
di cellula staminale totipotente: ottenendo così staminali
“embrionali” senza produrre embrioni, creando degli
ibridi che hanno le stesse caratteristiche delle staminali embrionali.
“Si tratta di una clonazione, ma di cellule – dice al
Foglio lo scienziato Angelo Vescovi – che in un solo colpo
risolve due problemi: quello etico degli embrioni e quello medico
del rigetto da parte del corpo umano: è il futuro”.
Col grasso niente problemi etici
Creare staminali embrionali e non embrioni, superare la clonazione
terapeutica, tecnologia già vecchia. “La cosiddetta
clonazione terapeutica per me è un non evento – ha
dichiarato Alan Trounson, direttore del Monash Institute of Reproduction
and Development in Australia – come metodo per sviluppare
terapie semplicemente non è realistico”. Per scarsa
efficienza, scrive Nature Medicine, e perché prelevare ovuli
umani per esperimenti di clonazione è doloroso e dispendioso,
tecnicamente complicato ed eticamente “un campo minato”.
“Non si può fare affidamento per sempre sugli ovuli
umani, quando c’è una via migliore – ha detto
Jose Cibelli, professore di Biotecnologia animale all’Università
del Michigan – e posso prevedere che la clonazione terapeutica
diventerà obsoleta”.
Una buona risposta a chi (compresi i fautori del referendum contro
la legge 40) continua a sostenere che la ricerca sugli embrioni
sia l’unica strada per curare gravi malattie, che il progresso
non possa prescinderne, mentre il mondo aspetta col fiato sospeso
buone notizie per i malati. Poi il Monde pubblica in prima pagina
una notizia gigantesca e non se la fila nessuno (a parte Adriano
Sofri nel dibattito con Massimo D’Alema a Trento): un’équipe
di scienziati del Cnrs di Nizza è riuscita a ricavare cellule
totipotenti, paragonabili alle cellule staminali embrionali, da
adipe umano, dopo aver separato, attraverso la liposuzione, il grasso
cattivo dal grasso buono (i tessuti adiposi rappresentano il 10
per cento del peso in un adulto sano e il 50 per cento negli obesi).
Il gruppo guidato da Christian Dani, il cui lavoro sarà pubblicato
sul Journal of Experimental Medicine, ha reperito le cellule riparatrici,
le ha coltivate e poi le ha iniettate per fabbricare un muscolo
di topo. Il prelievo attraverso liposuzione è una tecnica
sperimentata, il grasso non pone problemi etici, si evita il rigetto
perché al malato vengono iniettate le proprie cellule, l’adipe
è una risorsa inesauribile. Allora, davvero, si spera che
dalle nostre parti non siano così oscurantisti da voler fermare
il progresso scientifico seguendo la strada superata della ricerca
sugli embrioni
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