Staminali
embrionali contro le lesioni spinali? Per qualcuno una bestemmia!
notiziario del 13 Maggio 2005
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notiziario quattordicinale sulla clonazione terapeutica Edito da:
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Anno IV Numero 87 del 13 Maggio 2005
Cellule staminali embrionali per 'rimettere in piedi' le
vittime di lesioni al midollo spinale? "E' una sacrosanta bestemmia.
Troppa gente si e' impadronita del campo e ne dibatte a sproposito,
senza nemmeno sapere di cosa parla". L'attacco contro chi illude
con false speranze i quasi 70 mila italiani costretti in carrozzina
perche' para o tetraplegici e' il professor Alfredo Gorio, farmacologo
dell'universita' degli Studi di Milano-ospedale San Paolo, membro
della Commissione tecnico-scientifica lombarda per il progetto 'Dama'
sull'assistenza ai disabili e della Commissione ministeriale per
lo studio e l'organizzazione delle Unita' spinali unipolari, specializzate
nella cura e riabilitazione dei pazienti immobilizzati. L'esperto
precisa di non volersi prestare ad alcuna strumentalizzazione etica
o politica, specie in vista del prossimo referendum sulla fecondazione
assistita. "Parlo sulla base di dati scientifici -ha affermato
il 9 maggio nel capoluogo lombardo durante la presentazione del
Comitato tecnico scientifico (Cts) della Federazione associazioni
italiane paratetraplegici (Faip)- e dico che, nel caso specifico
delle lesioni midollari, somministrate a pazienti in fase acuta
le staminali embrionali hanno un effetto nullo. Contrariamente a
quelle adulte: sia quelle neurali", da tessuti nervosi, "sia
quelle ematopoietiche". "Il punto e' che la 'flessibilita"
delle cellule staminali embrionali, capaci di dare origine praticamente
a qualunque tipo di cellula, non rappresenta sempre una qualita'
positiva". Dipende dalla malattia che si intende trattare.
E di certo rischia di diventare una sorta di 'boomerang' nel caso
delle lesioni al midollo spinale.
"Le staminali embrionali, infatti, hanno un'attivita' duplicativa
altissima e conservano la capacita' di differenziarsi in ogni tipo
di cellula. Ma proprio per questo, se le somministriamo quando l'infiammazione
post-traumatica e' ancora in corso, queste si trasformano in cellule
infiammatorie e muoiono". Non solo. "Uno studio condotto
dal nostro gruppo, che sara' presentato a breve al congresso della
Societa' italiana di farmacologia (Napoli, 1-4 giugno), ha dimostrato
che le staminali embrionali, iniettate in fase acuta, non vanno
solo dove servirebbero, cioe' nei tessuti midollari lesionati, ma
si distribuiscono in tutto il midollo". Queste cellule 'bambine'
"arrivano ovunque ci siano dei vasi sanguigni dilatati, si
attivano e producono una proteina che si 'accatasta' formando strutture
a catenella: un risultato che non ha nulla a che vedere con quello
che cerchiamo". L'appello dell'esperto e' a un dibattito piu'
serio e corretto. Perche' per certe malattie "le staminali
sono come un farmaco e come tale vanno studiate".
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