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Lo strano caso dell'Accademia dei Lincei
Giona –  http://giona.splinder.com/ - 7 maggio 2005

Il fatto - Il 22 aprile l’Accademia dei Lincei ha approvato la dichiarazione "Le ricerche con le cellule staminali", con 58 voti a favore, 8 contrari e 14 astenuti. Nel documento si auspica che siano utilizzati gli embrioni soprannumerari congelati attualmente esistenti, e che il Parlamento approvi leggi che consentano la donazione dei suddetti embrioni soprannumerari.
I commenti - La dichiarazione è stata valutata (correttamente) come un appoggio ai SI referendari. Valga per tutti il commento di Marco Cappato: "non è altro che una conferma della distanza tra la gran parte della comunità scientifica e il legislatore che ha partorito la legge 40".
Un avvertimento - Uno dei principi aurei della comunicazione è di semplificarne al massimo la forma. Questo, particolarmente nel caso dei temi oggetto del referendum e della dichiarazione dei Lincei, non è possibile: occorre entrare nel merito. Mai come in questo caso vale l'affermazione che "L'informazione mass mediale semplificata crea masse semplificate che si credono informate".
Del resto Marco Cappato ha detto: "Ora va garantito il diritto dei cittadini ad esserne informati". Noi abbiamo aderito all'invito.

Le osservazioni - Vale la pena di leggere il documento, e non solo i numerosissimi commenti che hanno dato trionfalmente la notizia. Riprenderemo alcuni brani della dichiarazione per fare presenti alcune osservazioni.

1 - "Non è ancora noto in quale misura le cellule staminali derivate dai tessuti adulti e dai cordoni ombelicali potranno sostituire, in tutto o in parte, quelle derivate dalle cellule fetali ed embrionali" - Si fa riferimento a studi in corso, citati da Angelo Vescovi, sulla possibilità di produrre cellule staminali embrionali senza passare attraverso la produzione di embrioni. Non si dice invece che non è noto se e quando le attuali ricerche sulle staminali embrionali daranno risultati utili per la cura. Questa possibilità è dichiarata da Angelo Vescovi e non è negata da Roger Pedersen che, in Inghilterra, dirige lo Stem Cell Institute di Cambridge, il più grande centro di ricerca sulle staminali del mondo.
2 - "la ricerca con le cellule staminali derivate da embrioni soprannumerari congelati è oggi di fatto vietata in Italia; esistono tuttavia validi argomenti in favore della rimozione di tali divieti. Il primo riguarda la valutazione etica dell’utilizzazione degli embrioni congelati. Sotto tale profilo il divieto del loro uso non sembra giustificabile dal momento che gli embrioni in questione sono comunque destinati a essere eliminati" - Ma, fa presente Roberto Colombo, direttore del Laboratorio di biologia molecolare e genetica umana dell’Università Cattolica di Milano, che "destino" naturale degli embrioni "cosiddetti soprannumerari" : "è, al pari di quello di ogni altro embrione umano che viene al mondo, quello di svilupparsi in un feto attraverso l’impianto in utero, se ciò sarà reso possibile dalla decisione degli uomini, dallo stato in cui si trovano e dalle circostanze che lo consentono, oppure no. Dare loro in modo preordinato una "destinazione" diversa da questa – come la distruzione intenzionale dopo un certo numero di anni – è una scelta possibile, già attuata in altri Paesi. Ma essa chiede di essere giustificata: non può essere assunta acriticamente".
3 - "un rigido divieto alla sperimentazione con cellule staminali derivate da embrioni soprannumerari è in conflitto con due dispositivi già esistenti nella legislazione italiana. Uno è quello che consente, a determinate condizioni, l’interruzione della gravidanza entro i primi tre mesi dal concepimento" - Obietta sempre Roberto Colombo: "In alcune circostanze, la legge 194 concede alla donna la possibilità di chiedere e ottenere l’interruzione della gravidanza. Il legislatore ha infatti riconosciuto due princìpi: anzitutto la contrapposizione tra il diritto allo sviluppo e alla vita del concepito e l’autonomia della donna rispetto alle decisioni sul proprio stato di gestante; e poi che in un tale conflitto – non risolvibile altrimenti – debba prevalere la decisione motivata della donna. Nel caso della sperimentazione sugli embrioni umani "soprannumerari" per la ricerca con le cellule staminali embrionali, un simile irrisolvibile conflitto non sussiste affatto. L’embrione non è nell’utero della donna (che lo ha addirittura già "abbandonato" in stato di crioconservazione) e la sua esistenza non entra in conflitto con le scelte personali della madre"
4 - "Nella Convenzione di Oviedo all’art. 18 (v. Nota 1) è: a) garantita una protezione adeguata agli embrioni umani , e b) vietata la produzione di embrioni umani esclusivamente a fini di ricerca. Nella Convenzione non è vietata, invece, la produzione di embrioni a fini fecondativi e il loro uso a fini di ricerca di base nel caso il fine fecondativo divenga superfluo e gli embrioni siano destinati alla eliminazione" - Osserviamo che il termine "esclusivamente" appare nella 'rilettura' dei Lincei dell'art. 18 della Convenzione ma non nel testo originale. Obietta il Comitato “Scienza & Vita”: "Si evita di menzionare la natura dell’embrione e, richiamato l’articolo 18 della Convenzione di Oviedo - che pur alla lettera a) richiede sia "garantita una protezione adeguata agli embrioni umani" - si svicola ambiguamente attorno al punto b) che riguarda il divieto di embrioni umani a fini di ricerca, argomentando che la Convenzione non vieta "la produzione di embrioni a fini fecondativi e il loro uso a fini di ricerca di base nel caso il fine fecondativo divenga superfluo e gli embrioni siano destinati alla eliminazione"".
5 - "Il documento su Stem cells and the future of regenerative medicine della National Academy of Science (Usa) del 2002 prevede che quasi la metà della popolazione degli Stati Uniti potrà giovarsi dell’uso di cellule staminali nel corso di malattie degenerative" - Obiezione di Giuseppe Zerbi, uno degli otto lincei che ha votato contro: "si fa riferimento a un documento ormai più che datato, [...] che profetizzava mirabolanti applicazioni terapeutiche delle staminali embrionali, ancora di là da venire e soprattutto da dimostrare".
Ma quanti erano assenti? - La dichiarazione dell’Accademia dei Lincei sarebbe stata approvata da 58 dei suoi 184 soci nazionali (58 a favore, 8 contro, 14 astenuti, 104 assenti. Quindi una votazione cui era presente 44% degli aventi diritto). Se questa affermazione - che riteniamo di interpretare correttamente - è vera, qualcuno per favore ci dica se ritiene la decisione presa legittima e autorevole, visto che Marco Perduca (v. Nota 2), riferendosi alla approvazione (84 a favore, 34 contro, 37 astenuti, 36 assenti. Quindi una votazione cui era presente l'81% degli aventi diritto), l'8 marzo, da parte della Assemblea Generale dell'ONU della dichiarazione che bandisce ogni forma di clonazione umana ha detto che "E' evidente che una dichiarazione che viene adottata da neanche il 50% dei 191 Stati membri dell'ONU, né dalla maggioranza dei presenti al momento del dibattito, è priva di qualsiasi autorevolezza".
Giona
(Sito aderente a Samizdatonline)

Note


1 - Convenzione di Oviedo (il testo dai siti 'Portaledibioetica' e ADUC), Art. 18 Ricerca sugli embrioni in vitro - (1) Quando la ricerca sugli embrioni in vitro è ammessa dalla legge, questa assicura una protezione adeguata all’embrione. - (2) La costituzione di embrioni umani a fini di ricerca è vietata
2 - Membro della giunta dell'associazione Luca Coscioni e Rappresentante del Partito radicale transnazionale all'ONU.

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