Embrioni
meno numerosi
Eleonora Porcu
Il limite di età di 52 anni per accedere alla fecondazione
assistita può in effetti avere un fondamento biologico per
la donna come limite temporale della menopausa fisiologica.
Questo limite è invece assai più discutibile per l'uomo
nel quale il declino della gametogenesi è fisiologicamente
più tardivo e ha limiti sfumati.
Riguardo alla produzione di embrioni in eccesso, sono effettivamente
in atto ricerche per limitare questo fenomeno. L'indagine fondamentale
riguarda la possibilità di inseminare pochi ovociti e di
crioconservare l'eccesso di gameti femminili per utilizzarli eventualmente
in cicli successivi.
Questa tecnica ha già dato risultati favorevoli dimostrando
una buona sopravvivenza degli ovociti, un'ottima capacità
di fecondazione dopo scongelamento e consentendo la nascita a tutt'oggi
di diversi bambini sani e normali.
Questa metodologia è pertanto verosimilmente già proponibile
per limitare la produzione di embrioni al numero strettamente necessario
per il trasferimento in utero in ogni singolo ciclo di trattamento.
Relativamente al rischio di creare fratelli incolpevoli della parentela
e quindi matrimoni tra consanguinei con la donazione di seme, si
ritiene che questa eventualità sia remota.
Rischi analoghi possono essere ravvisati nel fenomeno dei figli
nati all'interno del matrimonio da padri diversi dal legittimo consorte,
fenomeno che secondo alcune indagini epidemiologiche è tutt'altro
che irrilevante.
Eleonora Porcu
Centro di sterilità e fecondazione assistita Bologna
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