{"id":6121,"date":"2025-01-26T20:41:43","date_gmt":"2025-01-26T18:41:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.mpvroma.org\/?p=6121"},"modified":"2025-01-26T20:47:30","modified_gmt":"2025-01-26T18:47:30","slug":"lintervista-embrione-e-mamma-una-cosa-sola-enrico-negrotti-avvenire-vita-5-dicembre-2024","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mpvroma.org\/?p=6121","title":{"rendered":"L&#8217;intervista. \u00abEmbrione e mamma, una cosa sola\u00bb &#8211; Enrico Negrotti &#8211; Avvenire Vita &#8211; 5 dicembre 2024"},"content":{"rendered":"<p><em>Massimo Agosti, nuovo presidente dei neonatologi italiani: ormai tante le prove scientifiche di una simbiosi fin da inizio gravidanza, vivono all\u2019unisono. Dal concepimento ai 2 anni un continuum<\/em><\/p>\n<p>\u00abNegli ultimi 40 anni in Italia abbiamo attraversato una rivoluzione nell\u2019assistenza ai neonati, soprattutto i prematuri: accanto alla tecnologia \u00e8 ormai chiara l\u2019importanza della presenza dei genitori. Come \u00e8 sempre pi\u00f9 evidente il ruolo dell\u2019allattamento materno per tutti i neonati\u00bb. Massimo Agosti \u00e8 il nuovo presidente della Societ\u00e0 italiana di Neonatologia (Sin): \u00e8 docente di Pediatria all\u2019Universit\u00e0 dell\u2019Insubria e direttore della Neonatologia e Terapia intensiva neonatale (Tin) all\u2019Ospedale Del Ponte di Varese. Confessa di essersi \u201cinnamorato\u201d della neonatologia all\u2019inizio della sua esperienza di medico e di non essersi mai pentito: \u00abCredo sia importante far capire quanto sia bello avere un neonato, un essere umano che nei primi mille giorni (dal concepimento ai primi due anni di vita) compie le trasformazioni pi\u00f9 grandi dell\u2019intera vita\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Parlare di mille giorni significa rivedere i confini della neonatologia, che si occupava del nuovo nato nel solo primo mese di vita?<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 vero che sui libri di testo l\u2019epoca neonatale si definiva precoce fino ai 7 giorni di vita e tardiva fino ai 28, per poi lasciare spazio alla prima infanzia. Ma \u00e8 una divisione superata dalle evidenze scientifiche che, negli ultimi 10-15 anni, hanno confermato come ci sia un\u00a0<em>continuum,<\/em>\u00a0dal concepimento ai mille giorni, che condiziona la salute a lungo termine dell\u2019essere umano. Pur passando da embrione a feto, a neonato e poi a lattante parliamo dello stesso soggetto umano che si sviluppa. Ci sono tantissime prove scientifiche sul fatto che attua una comunicazione continua con la mamma sin dalle prime settimane di gestazione. Una comunicazione non verbale: l\u2019embrione dalle 10-12 settimane di vita intrauterina sviluppa le papille gustative, i recettori olfattivi e tocca intorno a s\u00e9. Vive all\u2019unisono con la mamma: \u201crespira\u201d insieme a lei, sente (ha anche l\u2019udito) il suo battito cardiaco. Anche il pi\u00f9 sfortunato e prematuro sta 5,5-6 mesi nella pancia con la mamma e ne condivide tutte le emozioni: ansie, felicit\u00e0, paure. \u00c8 stato provato che mantiene anche memoria nelle sue preferenze di quanto ha mangiato la mamma in gravidanza. Appena nasce gli cambiamo nome, ma il soggetto \u00e8 lo stesso.<\/p>\n<p><strong>Quanto conta per la salute questo periodo?<\/strong><\/p>\n<p>I primi nove mesi in utero e i successivi 24 dopo la nascita sono il periodo in cui si verificano i pi\u00f9 grandi cambiamenti nella vita, nel bene e nel male. Tante malattie della vita adulta, quelle non trasmissibili, trovano spesso la loro origine in stili di vita, abitudini ed errori di questa fase: sovrappeso e obesit\u00e0, che portano a diabete, ipertensione, malattie cardiovascolari. Esiste anche una Societ\u00e0 scientifica europea per le malattie fetali e neonatali a riverbero nell\u2019et\u00e0 adulta. La nascita \u00e8 un focus privilegiato dalla vita intra a quella extrauterina, ma certe fragilit\u00e0 si manifestano anche nella vita in utero.<\/p>\n<p><strong>Quindi ora i neonatologi si occupano dei nati<\/strong>\u00a0<strong>anche oltre il primo mese?<\/strong><\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 nessuna intenzione di invadere il lavoro dei pediatri, siamo i medici dell\u2019epoca neonatale e vogliamo restarlo. I neonatologi si occupano del bambino oltre il primo mese se \u00e8 nato molto prematuro, con sistemi integrati di\u00a0<em>follow-up.<\/em>\u00a0In Italia i neonati pretermine sono il 7% del totale: il 6% poco pretermine, l\u20191% molto o estremamente pretermine. Il neonato pretermine, che \u00e8 stato curato e salvato nel momento acuto, con grande sforzo organizzativo e impegno emotivo e di risorse, poi ha bisogno di essere seguito a medio-lungo termine: le linee guida internazionali parlano di almeno 6 anni di vita. \u00c8 un tema di confronto con le amministrazioni regionali e nazionali per far s\u00ec che ogni Terapia intensiva neonatale (Tin) si doti di\u00a0<em>follow-up<\/em>\u00a0che si interconnetta con i pediatri di libera scelta. Alcuni di questi bambini vanno a casa con necessit\u00e0 assistenziali non irrilevanti: possono avere difficolt\u00e0 alimentari e\/o respiratorie, ma non tutti e non sempre. Dobbiamo garantire cure sartoriali, su misura di quel bambino e di quella famiglia.<\/p>\n<p><strong>Quanto sono cambiate le cure ai pretermine?<\/strong><\/p>\n<p>Tantissimo. La svolta \u00e8 avvenuta nel 1963, quando mor\u00ec a soli due giorni di vita Patrick Bouvier Kennedy, figlio del presidente John Kennedy. I medici non seppero far nulla anche se il neonato era \u201cpoco pretermine\u201d. Il presidente decise di stanziare milioni di dollari per migliorare l\u2019assistenza, dando il via alle cure intensive neonatali. All\u2019inizio della mia vita professionale, nel 1982, si cominciavano a vedere in Italia i risultati di questa rivoluzione tecnologica avviata negli Stati Uniti. Erano pi\u00f9 i neonati pretermine che morivano di quelli che si salvavano, ma in quarant\u2019anni c\u2019\u00e8 stata una trasformazione netta: oggi se un prematuro muore si fa una rivisitazione accurata di quanto fatto. La qualit\u00e0 delle cure in Italia \u00e8 buona, anche se migliorabile, ma non omogenea: la Sin crede che ogni neonato meriti le stesse opportunit\u00e0, indipendentemente da dove nasce. Ma accanto al percorso ipertecnologico ci vuole l\u2019attenzione umana. Vale per tutti i neonati, non solo i prematuri.<\/p>\n<p><strong>Oltre alla tecnologia, quali sono le maggiori novit\u00e0 nell\u2019assistenza?<\/strong><\/p>\n<p>Negli ultimi 30 anni si \u00e8 capito che pi\u00f9 del peso (che resta importante) conta l\u2019epoca gestazionale, il numero di settimane di gravidanza. Il mondo neonatologico e ostetrico si interroga sulle 22-23 settimane come limite di intervento perch\u00e9 un neonato con prematurit\u00e0 di organi e apparati abbia possibilit\u00e0 di sopravvivenza e qualit\u00e0 nella sopravvivenza, soprattutto neurocomportamentale. Ma poi esiste quel bambino l\u00ec, con quella famiglia. Ed \u00e8 ormai assodato scientificamente che serve la partecipazione dei genitori nelle Tin. La famiglia \u00e8 parte decisiva della cura, i genitori sono \u201calleati terapeutici\u201d. Noi (medici e infermieri) siamo pi\u00f9 competenti ma dobbiamo lasciare lo spazio ai genitori prima possibile.<\/p>\n<p><strong>Tra le sue priorit\u00e0 figura la promozione dell\u2019allattamento al seno. Quanto \u00e8 importante?<\/strong><\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 una consapevolezza diversa da trent\u2019anni fa. Lo consigliamo per tutti i neonati, fisiologici o prematuri, anche per chi ha problemi alla nascita o malformazioni. Per i prematuri \u00e8 tra i meccanismi di terapia: il neonato allattato con latte umano ha meno problematiche intestinali di uno allattato con latte in formula, per quanto prezioso e fatto con attenzione. La natura ha previsto un elemento di continuit\u00e0: il latte materno ha un odore che ricorda il liquido amniotico. Fa bene dal punto di vista fisico al bambino e alla mamma (la aiuta a prevenire alcune malattie), ed \u00e8 un legame di relazione, una chance da non perdere. Alla Sin c\u2019\u00e8 una Commissione sull\u2019allattamento e sulle Banche del latte umano donato: in Italia sono molte, ma alcune zone ne sono prive.<\/p>\n<p><strong>Con la denatalit\u00e0 vi sentite meno richiesti?<\/strong><\/p>\n<p>Non credo: mi \u201cinnamorai\u201d della neonatologia, una branca affascinante della medicina, e continuo a stupirmi. Se facciamo capire che avere un neonato \u00e8 bello, se diamo sicurezza ai genitori e importanza al neonato, non risolveremo il problema dell\u2019inverno demografico, ma forse aiutiamo a cambiare questa tendenza. Anche se ovviamente c\u2019\u00e8 bisogno di soluzioni politiche e di scelte strategiche che non competono a noi. Ma noi facciamo la nostra parte.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Massimo Agosti, nuovo presidente dei neonatologi italiani: ormai tante le prove scientifiche di una simbiosi fin da inizio gravidanza, vivono all\u2019unisono. 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